8.26.2014

Fall Winter 2014-15 TRENDS #4

Major trend: PEG LEG
Top to bottom, left to right: Byblos, John Galliano, Etro, Barbara Casasola, Creatures of Comfort, Dries van Noten, Creatures of Comfort.

I peg leg trousers (detti anche peg pants) sono pantaloni a vita media o alta, ampi nella zona dei fianchi e con gamba a cono, il cui diametro va diminuendo gradualmente fino ad arrivare alla caviglia, il punto più stretto dell'indumento. La loro origine è antica e tutt'altro che "femminile": quando, infatti, i pantaloni si diffusero al punto da divenire d'uso comune per gli uomini, capi con una silhouette simile agli odierni peg pants fecero il loro ingresso nel guardaroba maschile; le donne, invece, continuarono a vestirsi con capi elaborati e ricchi di stoffa (specialmente nelle zone del seno e del sedere) che donavano loro la cosiddetta forma ad "S". Benché esistessero da molto tempo, i pantaloni peg non costituirono un capo imprescindibile del vestiario di un uomo, almeno non fino al 1908, quando si verificò un significativo cambiamento della Moda per entrambi i sessi. Da allora, infatti, i peg pants divennero estremamente popolari, tanto da indurre un cambiamento per analogia anche nell'abbigliamento femminile: la S-shape venne finalmente abbandonata in favore di abiti che aderissero un po' più naturalmente al corpo delle donne. Purtroppo, però, quella "naturalezza" non era ancora abbastanza. La quantità di stoffa impiegata in un abito era certamente diminuita e la forma fisica di chi lo indossava era più evidente, ma rimanevano grandi forzature, specialmente nei completi femminili e nei vestiti composti da gonne peg. Queste ultime, infatti, prevedevano larghe pieghe e pannelli sapientemente cuciti tra loro in modo da creare un effetto a palloncino nell'area dei fianchi, mentre in basso, nella zona delle caviglie, il diametro della gonna diminuiva drasticamente. Nel 1912, non a caso (e non senza un certo sarcasmo), un sarto commentò uno di questi capi dicendo che, se mai una donna con addosso una peg skirt si fosse trovata in pericolo, per lei non ci sarebbe stata altra maniera di fuggire se non mettendosi a saltellare come un canguro. Successivamente, con l'inizio della Prima Guerra Mondiale, silhouette come quella delle peg skirt finirono nel dimenticatoio quando le donne furono chiamate nelle fabbriche, mentre i peg pants divennero la perfetta tenuta lavorativa.

Da allora in poi, durante tutto il XX sec., i peg trousers riscossero ondate più o meno intense di successo, ma rimasero sempre elementi essenziali del guardaroba sia maschile sia femminile. Anche in passerella, stagione dopo stagione, la loro presenza non si è attestata con grande regolarità, ma di certo i peg pants hanno costituito una vasta fetta di mercato insieme a jeans, chino e pantaloni a sigaretta. E anche se stavolta, per l'Autunno/Inverno 2014-2015, maestri del peg leg come Saint Laurent e Givenchy hanno passato il testimone, straordinari designer come come Dries van Noten e Jade Lai (proprietaria di Creatures of Comfort) lo hanno raccolto con entusiasmo e grande creatività, proponendo modelli peg leg con colori accesi, stampe classiche rivisitate e tessuti pregiati.


Vivì's wishlist: VIONNET

Il lime sta diventando uno dei colori preferiti di Vivì (ricordate il look che aveva indossato nella sua prima avventura a fumetti? Lo trovate QUI), perciò non poteva non includere nella sua wishlist questo completo di Vionnet, che abbina la tonalità vibrante del lime a quella più sobria ed elegante del grigio perla.


Fashion detail: Maxi skirt
Left to right: Agatha Ruiz de la Prada, Stella Jean, Rochas.

Gonne e abiti lunghi fino ai piedi non sono una novità per quanto riguarda la moda estiva, ma stavolta saranno un vero e proprio must have anche per la stagione invernale in arrivo, ma con un twist. Basta con lo chiffon svolazzante e niente più tubini semplici e dritti in misto lana, è il momento di sfoggiare vere e proprio sculture in tessuto, ricche di volume e con silhouette innovative. Agatha Ruiz de la Prada propone una forma ovoidale con lavorazione trapuntata; Chanel Couture predilige invece stampe d'effetto e aggiunta di dettagli pregiati come lunghe piume nere; Stella Jean mescola l'etinico con il casual e gioca abbinando modelli anni '50 a tagli tipici dei tardi anni '90. Rochas, invece, ridefinisce l'eleganza della gonna lunga in broccato aggiungendo guanti in pelle colorata e camicia maschile oversized. Fendi sceglie lunghezze desuete abbellite da cerniere e pannelli in rete; Mary Katrantzou dona nuova vita alla silhouette a sirena, impreziosita da stemmi e sottili strisce decorative di tessuto verticali.



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8.08.2014

Art through Fashion: Cretti / L'Arte attraverso la Moda: Cretti

Left: Balenciaga Fall 2013-14 fashion show || Right: detail of the Cretto bianco - Alberto Burri


Nel corso della storia del brand, Maison Martin Margiela ha più volte proposto giacche in pelle crepata, pantaloni e stivali in tessuti simili alla carta pitturata e poi lasciata essiccare. L’inverno scorso è stato il turno di Balenciaga che, con i suoi top in maglia dipinta, ha sancito l’inizio di un vero e proprio trend sfoggiato dalle fashioniste di tutto il mondo. Zara, Asos e altre aziende di abbigliamento low cost, poi, non si sono lasciate sfuggire quest’occasione e hanno proposto la loro versione di questi capi scrostati.
Il fascino esercitato dalle superfici “crettate” ha di certo natura ancestrale ed evoca sensazioni che spesso sono tutt’altro piacevoli, come ad esempio quelle legate alla visione di paesaggi aridi e brulli, terreni desolati e riarsi dalla calura del sole. Superfici del genere, una volta inserite in elementi di vestiario, denotano un certo passare del tempo e la conseguente usura, ma è anche vero che esse sono un perfetto mezzo artistico per esternare la propria filosofia e visione della vita o per compiere un ritorno all’origine della materia, alle basi del design o della pittura. E forse non è un caso che ben due periodi della produzione di uno dei più grandi artisti umbri del Novecento, Alberto Burri, noto in tutto il mondo per il suo approccio assolutamente informale e per la sua volontà di rifiutare etichette, siano dedicati proprio a queste superfici.



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